Carta
della Solidarietà Internazionale
per
l’Accesso all’Acqua
Gli strumenti finanziari,
finalizzati a garantire l’accesso all’acqua a tutti, sono rappresentati oggi
da specifici programmi finanziari attivati dalla Commissione Europea (Water
Facility Found), dalle cooperazioni bilaterali dei principali paesi donatori,
dalla costituzione di Fondazioni o di linee di cooperazione decentrata attivate
da enti locali, da risorse messe a disposizione da aziende di gestione
dell’acqua ed infine dalle iniziative di solidarietà che coinvolgono i
cittadini come la recente proposta del “centesimo per l’acqua”, adottata
da diversi AATO in Italia.
Di fronte a questo moltiplicarsi
di strumenti e proposte, è stata elaborata una Carta di intenti
chiamata “Carta della solidarietà internazionale per l’accesso
all’acqua” contenente indicazioni ed orientamenti, finalizzati a garantire
sia ai progetti di cooperazione sia ai bandi/programmi di finanziamento, la
coerenza con i principi sanciti dal Manifesto per un Contratto Mondiale
dell’acqua.
·
Orientare ai principi del Manifesto per il contratto
mondiale sull’acqua (accesso all’acqua
come diritto umano, difesa dell’acqua come bene comune, partecipazione
democratica e responsabilità dei cittadini alla gestione), le attività di
cooperazione e solidarietà internazionale che riguardano l’acqua, svolte dai
soggetti della società civile (ONG, Associazioni,enti locali, sindacati ecc.)
·
Orientare ai principi del Manifesto per il contratto
mondiale sull’acqua (accesso all’acqua
come diritto umano, difesa dell’acqua come bene comune, partecipazione
democratica e responsabilità dei cittadini alla gestione), i criteri di
finanziamento e gli strumenti di cooperazione e solidarietà internazionale che
riguardano progetti
finalizzati a garantire l’accesso all’acqua da agenzie di
cooperazione e di soggetti istituzionali (Ministeri, Regioni, Enti locali,
Fondazioni di società e banche, ATO, ecc.);
·
Orientare agli stessi principi, i criteri di
selezione, approvazione e finanziamento dei progetti di cooperazione
internazionale che riguardano l’acqua, contenuti nei bandi emessi dagli enti
finanziatori (UE, Ministeri, Regioni, Fondazioni, ATO, ecc.);
·
Sostenere ed accompagnare le modalità di
applicazione di questi principi, quindi la sperimentazione di modelli di
gestione responsabile e solidale, di accesso all’acqua da parte degli enti
realizzatori dei progetti e delle comunità locali;
Principi
della Carta
1.
L’acqua «fonte di vita», è un bene comune che
appartiene a tutti gli esseri umani e ad ogni specie vivente della Terra;
2.
L’accesso all’acqua, nella quantità e qualità
sufficiente alla vita, è un diritto umano, universale, inalienabile,
imprescrittibile;
3.
Gli “ecosistemi” sono beni comuni. I cittadini
devono essere responsabili e partecipi diretti della loro gestione;
4.
L’acqua è un bene disponibile in quantità
limitata a livello locale e globale, pertanto va utilizzata senza sprechi e
senza pregiudicarne la qualità presente e futura (uso sostenibile). Gli sprechi
costituiscono un furto perpetrato a scapito della vita e delle generazioni
future.
5.
La proprietà, il governo ed il controllo politico
dell’acqua, in particolare della gestione e dei servizi idrici, devono restare
pubblici, cioè sotto la responsabilità diretta dei poteri pubblici.
6.
I modelli di gestione dell’acqua promossi o
supportati dalle attività di cooperazione devono essere basati sulla
partecipazione delle popolazioni locali e devono prevedere il pieno controllo
pubblico escludendo l’intervento da parte di privati intendendo con ciò anche
le gestioni miste pubblico/privato.
7.
Le collettività locali - dai Comuni allo Stato -
devono assicurare gli investimenti necessari per garantire il diritto essenziale
all’acqua potabile per tutti ed un suo uso sostenibile. A tal fine si
auspicano meccanismi di fiscalità ridistributiva associati al reperimento di
risorse finanziare pubbliche.
8.
I cittadini e le comunità locali devono partecipare
su basi rappresentative e dirette alla definizione ed alle realizzazione della
politica dell’acqua, dal livello locale al livello mondiale;
9.
L’accesso
all’acqua deve contribuire al rafforzamento della solidarietà fra i popoli,
le comunità, i paesi, nel rispetto dei diritti, dei generi, delle generazioni,
rafforzando la creazione di relazioni di “partenariato” ed il governo
sostenibile e solidale dei grandi bacini idrici mondiali;
10.
Per il rispetto
delle comunità locali, dei Popoli indigeni e dei saperi tradizionali si
assumono come riferimento della presente Carta i principi e le indicazioni
espresse dalla Dichiarazione dei Popoli indigeni sull’acqua di Kyoto 2003 e
Criteri
essenziali
a)
garantire la natura e l’origine degli stanziamenti
in maniera coerente con i principi della Carta, favorendo anche la mobilitazione
e la partecipazione diretta dei cittadini del paese donatore e quella delle
comunità beneficiarie;
b)
non subordinare il finanziamento ad obiettivi di
carattere commerciale o promozionali delle imprese private o di programmi di
partenariato privato;
c)
selezionare i progetti, in coerenza con i principi
della Carta, individuando per ciascun bando ed area geografica o settoriale di
intervento quelli ritenuti prioritari ; i criteri
di selezione devono essere associati attraverso modalità chiare e
trasparenti ad una griglia di
punteggi;
d)
non sostenere le attività che costituiscono parte
integrante di programmi/azioni promossi da Agenzie o Istituzioni nazionali o
internazionali che promuovono modelli PPP e la gestione dell’acqua orientati
alla privatizzazione (gestioni interamente private o gestioni miste
pubblico/privato);
e)
attivare la costituzione di Comitati di Esperti e/o
Garanti che concorrano a supportare e monitorare presso gli enti finanziatori,
la corretta applicazione ed il rispetto dei criteri previsti dalla Carta
f)
prevedere la valutazione dei progetti attraverso
metodologie partecipate (anche con le comunità beneficiarie) ed un sistema di
indicatori oggettivi per la misurazione dell’applicazione dei principi, da
indicare chiaramente in fase di presentazione di ciascun progetto;
g) prevedere la revoca del finanziamento o possibilità di sanzioni, nel caso di violazione dei principi di base, indicati nel progetto e sottoscritti dall’ente beneficiario dei contributi.
Impegni per i soggetti
realizzatori dell’intervento:
a)
condividere i principi e le indicazioni del
Manifesto per un Contratto Mondiale sull’acqua e rispettare, nell’ambito dei
progetti proposti, i principi e criteri proposti dalla presente Carta;
b)
favorire l’interscambio e la costruzione di
partenariati territoriali, pubblici-pubblici fra le comunità coinvolte nel
progetto, nel rispetto dei principi già enunciati;
c)
attestare di non ricevere finanziamenti e di non
partecipare direttamente né indirettamente (membro di partenariati o consorzi)
a programmi/progetti/azioni che promuovono modelli di gestione dell’acqua
privati o misti pubblico/privati;
d)
attestare di non ricevere contributi o
sponsorizzazioni da parte di imprese o società che applicano modelli privati o
di PPP (Partenariato Pubblico-Privato) nella gestione dell’acqua.
e)
impegnarsi, attraverso precise modalità specificate
ai finanziatori, nella verifica e nel monitoraggio sull’applicazione dei
principi della Carta sottoscritti;
f)
sostenere con campagne ed azioni le mobilitazioni
delle comunità locali impegnate a difesa dell’acqua, contro i processi di
privatizzazione, la costruzione di dighe e barrage, l’espropriazione delle
sorgenti nei territori
g)
valorizzare, a livello territoriale, le attività di
informazione e di coinvolgimento dei soggetti del territorio che operano per i
principi del Manifesto dell’acqua.
Aspetti metodologici e gestionali
di riferimento
I
progetti finalizzati a garantire l’accesso all’acqua ed il suo
riconoscimento come diritto umano, devono prendere in considerazione e
descrivere, a livello di obiettivi specifici e di metodologia di attuazione, le
modalità con cui gli interventi realizzano o promuovono i principi metodologici
e gestionali definiti nella presente Carta.
I criteri metodologici e
gestionali, riportati di seguito, devono trovare applicazione nelle diverse
attività, anche nel caso in cui le componenti tecniche rappresentino la
tipologia prevalente dell’intervento (es. costruzione di pozzi, acquedotti,
piccole dighe ecc.).
CRITERI da privilegiare per la selezione e valutazione dei progetti
e che devono essere sottoscritti e condivisi dai soggetti che aderiscono
sottoscrivono la presente
Carta della Solidarietà,sono i seguenti.
Gestione pubblica, costi di gestione
1.
sostegno per una gestione pubblica, partecipata e
trasparente dell’acqua delle comunità (villaggi,
comuni, province, dipartimenti, distretti, regioni), evitando situazioni,
contesti o meccanismi che possano favorirne l’assunzione anche parziale da
parte di imprese, soggetti privati, promotori o sostenitori di modelli di
gestione basati sulla Partnership Pubblico - Privato;
2.
identificazione di sistemi di partecipazione e di
solidarietà comunitaria per la determinazione del calcolo delle tariffe;
3.
garanzia della copertura dei costi del diritto al
minimo vitale all’acqua potabile per tutti i cittadini;
4.
valorizzazione delle tipologie di interventi che
mantengono o riportano, alla sfera pubblica e alle comunità locali, l’insieme
della gestione e dei servizi di accesso all’acqua ;
Partecipazione
5.
metodologie partecipative di identificazione dei
bisogni rispetto all’accesso all’acqua da parte delle comunità locali
attraverso attività o processi di confronto e concertazione tra gli attori del
territorio;
6.
modalità di partecipazione attiva, attraverso il
coinvolgimento della popolazione e degli attori locali, nella definizione delle
forme e delle modalità di gestione dell’acqua e delle opere/infrastrutture
realizzate sia nella fase di realizzazione che in quella successiva di gestione;
7.
gestione dei conflitti sull’acqua attraverso
iniziative che favoriscano il confronto tra tutti i soggetti del territorio e la
ricerca di soluzioni concertate tra le parti;
8.
promozione della democrazia dell’acqua a livello
dei bacini e dei fiumi, attraverso la creazione di assemblee rappresentative dei
cittadini e l‘applicazione, da parte delle comunità locali e di carte dei
servizi e di tutela dell’acqua;
9.
identificazione di un sistema di indicatori
oggettivi di valutazione, secondo metodologie partecipate, dei principi della
Carta della solidarietà all’interno delle attività da realizzare;
Ambiente
10.
interventi di salvaguardia delle risorse idriche,
come patrimonio comune, da parte delle comunità locali;
11.
garanzia della sostenibilità ambientale degli
interventi in modo particolare nel caso di realizzazioni di opere di rilevante
impatto ambientale;
12.
attenzione all’impatto idrogeologico dei prelievi
e dell’utilizzo delle risorse idriche, sopratutto a livello di realizzazione
di pozzi e trivellazioni;
13.
adottare una visione di bacino idrografico, ovvero
applicare il principio della gestione integrata sostenibile e solidale
delle risorse idriche a livello di bacino, anche dal punto di vista
tecnico.
Tecniche, tecnologie, conoscenze
14.
valorizzazione delle conoscenze locali tradizionali
sull’uso e sulle forme di gestione dell’acqua, tramite le comunità;
15.
promozione e recupero di saperi locali e tecnologie
a basso impatto ambientale nella gestione dell’acqua a fini agricoli
16.
metodologie e pratiche di risparmio idrico e di uso
solidale delle risorse idriche disponibili da parte del comunità locali;
17.
adozione di tecniche e tecnologie finalizzate a
ridurre al massimo grado possibile i livelli di inquinamento dell’acqua;
18.
adottare sistemi di monitoraggio e riduzione delle
perdite di acqua nei sistemi di captazione e distribuzione.
Altri aspetti sociali
19.
processi di riconoscimento del diritto all’acqua
per tutti, da parte delle comunità e degli Enti locali;
20.
equo accesso all’acqua per tutti i cittadini senza
discriminazioni;
21.
attività di sensibilizzazione nei territori - al
Nord e al Sud - sui principi della Carta e sull’uso dell’acqua;
22.
utilizzo dell’acqua finalizzato a promuovere la
sicurezza alimentare delle comunità locali;
23.
sistemi di produzione rurale orientati al basso
consumo di acqua e basati in ogni caso sui bisogni e le scelte delle comunità;
Comitato Italiano per il Contratto Mondiale
dell’acqua - versione 2008