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Quando i bambini giocavano....

FONTE: www.warnews.it 

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di Nico Guzzi    
 
venerdì, 09 settembre 2005

Bambino soldato thailandese (Fonte foto: www.worldrevolution.org)La risoluzione 1612 di fine Luglio dell'Onu ha cercato di inquadrare la drammatica e deplorevole pratica di arruolamento e di coinvolgimento di bambini nei conflitti armati che si combattono nel mondo. In aggiunta alla descrizione della situazione attuale il Consiglio di Sicurezza ha istituito un meccanismo per la protezione dei minori riproponendo quanto sviluppato dal Segretario generale delle Nazioni Unite nel rapporto del 9 Febbraio 2005.

L'atto prevede il monitoraggio e la comunicazione al Consiglio di Sicurezza in merito all'utilizzo di bambini soldato e ad altri abusi subiti dai minori nel corso dei conflitti. Non si esclude l'imposizione di sanzioni nei confronti degli Stati che compiano violazione di diritti e obblighi riguardo a questo tema, compreso l'embargo di armi leggere e per uso civile.

La pratica di utilizzazione dei bambini e dei ragazzi, tra i quali non si fa distinzione di sesso, non è certamente figlia dei soli ultimi conflitti. Infatti anche nelle guerre meno recenti sono stati coinvolti come soldati, portatori di munizioni e viveri, staffette, sentinelle, usati per piantare mine, bonificare campi minati. Negli anni '80, ad esempio, le bambine orfane venivano usate dai movimenti di liberazione del Nord e del Nord-Est dello Sri-Lanka e addestrate per compiere attentati suicidi; formavano un gruppo detto “Uccellini della libertà”.

Solitamente quelli arruolati sono bimbi svantaggiati, orfani, profughi, alcuni con una primitiva voglia di vendetta contro chi ha compiuto violenze, abusi e omicidi delle persone care proprio di fronte ai loro occhi. Sono considerati alla stregua dei soldati adulti. Una delle giustificazioni agghiaccianti di questo fenomeno addotta dalle varie forze militari e gruppi armati implicati nelle guerre sarebbe la scarsità di soldati più anziani, la scelta di trasformare bambini e ragazzi dai 7 ai 18 anni in strumenti di guerra è semplicemente una conseguenza.

Hanno inoltre qualche qualità in più: spesso per la loro giovane età non comprendono distintamente il pericolo, sono portati a rischiare molto oltre la soglia di quella poca sicurezza che si può avere in una guerra, sono più facilmente influenzabili a compiere azioni che mai nessuno alla loro età normalmente potrebbe concepire.

Quelli che sopravvivono si trovano segnati per sempre nel profondo da traumi psicologici, da ricordi di eventi atroci, di violenze inaudite, da ansie e paure che non è semplice mentalmente ed emotivamente metabolizzare, si trovano a dover muovere i loro passi attraverso un percorso tortuoso di ristabilimento e reinserimento nella società.

La Risoluzione dell'Onu descrive accuratamente la situazione dei conflitti e delle “zone calde” sui quali è stato possibile raccogliere delle informazioni. A seguito i tratti salienti per ogni stato analizzato.

In Afghanistan si prolungano ancora gli scontri tra le forze di sicurezza statali e i restanti capi locali e signori della guerra legati in parte anche al vecchio regime dei Talebani. Il reclutamento di giovani soldati è diminuito significativamente e nell'esercito nazionale afgano non ci sono casi che invece si hanno ancora per alcuni gruppi armati di resistenza. Inoltre, in accordo con le varie forze locali del paese, è stato implementato il programma condotto con la guida e l'aiuto dell'Unicef di smobilitazione e reintegrazione dei bambini e ragazzi che svolgevano ancora compiti di soldato; è 3,820 il loro numero al Settembre 2004.

Anche in Burundi le istituzioni si sono mosse per un un disarmo e un processo di reintegrazione (Joint Operations Plan) anche se gruppi armati non hanno smesso di assoldare i giovani. 2,260 sono quelli che facevano parte delle FAB e delle milizie civili di difesa (Guardiani della pace) ora ritornati alle famiglie. Il dialogo tra l'Onu e lo stato del Burundi per la soluzione dei problemi è conseguito in conformità con la risoluzione del Consiglio di Sicurezza 1539 del 2004 secondo la quale nessuno sotto i 18 anni può partecipare ad operazioni armate ed essere arruolato.

Se è vero che si sono avuti rilevanti progressi altrettanto vero è che non tutto è stato risolto. Gruppi quali il CNDD-FDD di Pierre Nkurunziza e il CNDD nella provincia di Bururi hanno seguitato alla recluta di giovani, 40 hanno lasciato le scuole secondarie nel Giugno 2004 per essere portati in campi di addestramento militare. Le forze nazionali di liberazione (FNL) hanno continuato con questa pratica e il dialogo con l'Onu si è interrotto visto la loro comprovata partecipazione al massacro nel campo di rifugiati in Gatumba il 13 Agosto 2004 in cui attentatori diedero alle fiamme 7 dei 15 accampamenti uccidendo 160 congolesi, tra cui donne e bambini.

La Costa d'Avorio per il consolidamento del processo di pace ha approvato il 30 Luglio 2004 un programma che prevede il disarmo, la smobilitazione e il processo di reintegrazione perseguito in dialogo costante tra l'Unicef e le forze nazionali armate (FANCI e FAFN). Anche in questo caso vi sono gruppi armati indipendenti per i quali questi accordi non hanno effetto, il Movimento per la Pace e la Giustizia (MPJ), il Movimento popolare ivoriano (MPIGO), il Movimento patriottico della Costa d'Avorio (MPCI). Le reclute sono prelevate dai campi profughi e per i rifugiati, come quello liberiano ad Ovest della Costa d'Avorio.

Notevolmente complicata la situazione nella Repubblica del Congo a causa dell'alto tasso di insicurezza in molte aree e per gli ostacoli alla conclusione definitiva del conflitto. Ciò significa che molte formazioni armate arruolano tuttora giovani e bambini seppur il Governo di Transizione ha cercato di muovere tutte le forze verso un abbandono di questo tipo di reclute attraverso l'adozione di un apposito programma e con l'attivazione di una Commissione nazionale che monitori l'evoluzione. Nell'Ottobre 2003 5,000 giovani, tra cui alcune bambine, sono stati rilasciati. Altri 700 nella regione di Ituri dal movimento armato locale.

Fonte Foto: web.amnesty.org

Il conflitto imperversa ancora in molte zone dello stato e la maggior parte dei gruppi armati coinvolti commette violenze e abusi sessuali contro gli infanti. In Ituri vi è stato un aumento del numero di casi di violenze contro ragazze e donne da parte di uomini in uniforme dalla sconosciuta provenienza. Nonostante si tenti di aprire procedimenti penali per questi atti rimangono praticamente tutti impuniti gli esecutori. Scuole, ospedali e centri di assistenza alimentare sono stati attaccati a più riprese da quando si è stabilito il Governo di Transizione. Dove non c'è pace e sicurezza è certamente più difficile far rispettare i diritti umani e perseguire le violazioni; nella Repubblica del Congo la strada da compiere è piuttosto lunga.

Gli accordi di pace della Liberia firmati ad Accra nell'Agosto 2003 dal Movimento per la Democrazia in Liberia (MODEL), i Liberiani Uniti per la Riconciliazione e la Democrazia (LURD) e il nuovo governo liberiano di transizione prevedono un programma di smobilitazione e reinserimento nella società dei giovani soldati. Nell'Ottobre 2004 più di 10,000 tra cui 2,300 ragazze e bambine sono stati rilasciati. Molte sono le informazioni a proposito delle violenze subite dalle ragazze spesso rapite dai gruppi armati. Si calcola che di quelle che sono state rilasciate il 75% abbia subito violenze e traumi legati agli abusi sessuali, dopo la fine del conflitto questi tipi di atti si sono perpetrati anche all'interno dei campi di accoglienza e sicurezza; le ragazze hanno continuato ad essere scambiate in un vero e proprio mercato sessuale all'interno della Liberia.

Importanti risultati sono stati raggiunti in Somalia grazie alla Conferenza Nazionale Somala per la Riconciliazione e la formazione di un Governo Federale di Transizione. Molti sono i gruppi armati che arruolano soldati novelli ma i progressi ci sono stati e a Mogadishu, Merca e Kismayo ne sono stati smobilitati 360 nel settembre 2004.

Le Nazioni Unite hanno facilitato il lavoro dell'Autorità Intergovernativa per la Pace nei dialoghi tra il governo del Sudan e il Movimento di Liberazione/Esercito del Sudan(SPLM/A). Tra le clausole di un accordo firmato il 31 Dicembre 2004 vi è inoltre il perseguimento di una soluzione politica alla situazione del Darfur in cooperazione con l'Unione Africana. Gli accordi tra SPLM/A e il governo hanno permesso di pianificare un processo di smobilitazione e reintegrazione dei giovani soldani, 800 nella regione ovest sul Nilo nel 2004. Altri gruppi armati non si sono allineati con queste decisioni governative, come ad esempio il Movimento dell'unità del Sudan del Sud(SSUM), o il Janjaweed che ha usato bambini negli attacchi in Darfur, ne ha uccisi e ha commesso verso di loro e verso le donne violenze sessuali ed altre atrocità.

Foto: Getty ImagesPer quanto riguarda il conflitto permanente Israelo-Palestinese è senza dubbio noto che esso ha un forte e profondo impatto nelle vite dei più piccoli. Da entrambe le parti essi sono esposti ad un altissimo livello di violenza, omicidi, ingiurie, spesso coinvolti in attentati suicidi, uccisi e quando sono più fortunati solo feriti.

L'Iraq, stato ben lontano dalla normalizzazione tanto agognata, è riuscito a dare poche informazioni sulla situazione dei bambini in Iraq, anche se molte fonti riferiscono di numerosi morti e feriti tra loro, causate all'inizio del conflitto dai bombardamenti e da altre operazioni militari, successivamente in larga parte da attentati verso le scuole, gli ospedali, i centri di assistenza, senza dimenticare i rapimenti da parte di forze armate locali, le mine sparse sul territorio e gli altri ordigni inesplosi che molti bambini spinti dalla curiosità possono rischiare di fare esplodere tra le loro mani.

A seguito del cessate il fuoco del dicembre 2002 in Colombia l'Unità di Autodifesa della Colombia (AUC) si è impegnata a smobilitare dalle sue file tutti i giovani sotto i 18 anni. Anche altri gruppi hanno deciso di seguire questa direttiva mentre altri non si sono allineati. Il contesto colombiano non è pacificato e il rispetto dei diritti umani è perciò sempre minato. Comunque 800 giovani sono stati rilasciati tra il Novembre 2003 e il Dicembre 2004. Altri 550 negli ultimi due anni grazie all'Organizzazione Internazionale che si occupa di emigrazioni. Tra i gruppi armati che commettono tuttora i peggiori crimini vi sono le FARC, forze armate della resistenza colombiana, che abusano delle ragazze, delle donne, alcune delle quali seguono i soldati in veste di strumenti di piacere da usare quando se ne ha voglia, sono le stesse a cui è stato obbligato l'uso della spirale contro le gravidanze.

Il governo di Myanmar nel Gennaio 2004 a seguito del cessate il fuoco firmato con le 17 formazioni armate presenti sul territorio ha istituito una Commissione per la Prevenzione del Reclutamento Minorile che ha sviluppato un piano di azione adottato nell'Ottobre 2004 che vieta l'arruolamento sotto i 18 anni e il rientro alle famiglie dei minori che sono stati impiegati fino a quel momento nella lotta armata.

L'Onu ha iniziato ad intraprendere in Nepal contatti con il Partito Comunista Maoista locale(CPN-M), per il rispetto dei diritti umani, affinché si raggiunga un accordo per quanto riguarda la protezione dei bambini i quali sono stati arruolati fino ad oggi anche dalle forze del governo. Fino al 2002 i maoisti li rapivano e li addestravano insegnando loro le tecniche militari ed indottrinandoli ideologicamente, diventavano soldati propri come i loro compagni molto più vecchi. Tra il Gennaio e il Giugno 2004 più di 50 giovani sono stati assassinati e 110 feriti, alcuni sospettati di far parte del CPN-M sono stati vittime dei servizi di sicurezza, inclusi quelli non trovati armati accusati di aiutare comunque la resistenza maoista che si è inoltre inserita nelle scuole cercando di istigare gli studenti alla rivoluzione, generando un movimento d'indipendenza studentesco(ANNISU-R) che è diventato poi esecutore di diversi rapimenti ed omicidi contro gli insegnanti.

Sul contesto dell'Irlanda del Nord l'Onu rende noto che a proposito del periodo considerato non è stato possibile trarre alcuna informazione riguardo ai minori coinvolti nei gruppi militari e paramilitari.

Una Commissione di Monitoraggio è stata creata nelle Filippine dopo l'accordo del 14 Febbraio 2004 tra il governo e il Fronte Nazionale Democratico. Sono stati attivati progetti per la prevenzione del reclutamento e la reintegrazione dei giovani combattenti. Un ulteriore impegno a conferma di questa azione per la protezione dell'infanzia è stato preso dal Presidente Arroyo nel Settembre 2004 firmando un nuovo piano di pace del governo concluso con l'assenso del Fronte di Liberazione Islamico (MILF) e del Fronte Nazional-Democratico-Esercito del Popolo Nuovo (NDF-NPA) movimenti che fin dall'inizio hanno sfruttato i ragazzi e i bambini; ciò fa presupporre un cambiamento nel loro metodo indiscriminato di arruolamento di nuove leve.

In tutti noi sono stampate nella mente le immagini della tragedia di Beslan, nel Nord dell'Ossezia, un dramma per l'intera comunità ma in particolare per l'infanzia di molti che è stata spezzata o lacerata per sempre, 330 morti e oltre 200 bambini feriti. Nessuno forse può spiegare in termini razionali ad un bambino quello che accade nei momenti in cui la violenza e l'odio raggiungono una tale intensità da non avere apparentemente alcuna spiegazione. Anche il bambino che guarda la televisione e che vede quelle immagini non può che provare un sentimento di smarrimento difficile da contrastare per un adulto. Il processo successivo e le investigazioni non hanno chiarito quali sono state le cause della strage, come sia stata possibile la realizzazione dell'attentato e quali siano le colpe delle forze di sicurezza russe. Nella Federazione Russa vi sono diversi movimenti armati che agiscono a livello locale legati probabilmente anche a movimenti internazionali quali Al-Qaida, soprattutto nella zona caucasica in cui aneliti indipendentisti continuano ad agire all'interno della società, la Cecenia è l'esempio più lampante. Non si hanno però informazioni sul reclutamento di minori da parte di questi gruppi anche se per quanto riguarda la situazione cecena tra le vittime dirette ed indirette della guerra, tra i rapiti e i morti, sono notoriamente numerosi i bambini.

In Sri Lanka progressi si sono avuti nel Luglio 2003 con la firma da parte delle Tigri di Liberazione del Tamil Eelam (LTTE) del Piano di Azione per i giovani coinvolti nella Guerra. Nonostante questo momento di dialogo importante nel 2004 sono stati contati dall'Unicef più di 1,000 casi di reclutamento, in particolare nella parte Est del paese dove molti dopo essere stati smobilitati sono stati ri-reclutati; dall'Aprile 2001 sono stati 4,700 i casi di reclutamento, avvenuto spesso con la forza, con il rapimento e le violenze contro insegnanti e familiari che si opponevano.

L'esercito di Resistenza dell'Uganda (LRA) continua ad assoldare ed usare giovani nel Nord dello stato. Sono stati fatti numerosi sforzi alla fine del 2004 per negoziare una fine delle ostilità ma nessun passo avanti si è fatto. Tra l'Ottobre 2003 e il Luglio 2004 l'LRA ha rapito circa 3,000 minori, tra cui 1,600 del distretto di Gulu e 250 di quello di Kitgum; è stato artefice di uccisioni di molti bambini, di coinvolgimento negli scontri a fuoco, nei massacri quali quello di 42 civili a Lukodi nel Maggio 2004 e quello del Febbraio 2004 nel campo di accoglienza degli IDPs (Internally displaced people) di Barlonyo, in cui morirono 200 persone di cui 67 bambini. L'Unicef per la difesa dei diritti dei minori in Uganda si è rivolta alla Forza di difesa dell'Uganda (UPDF) e all'organo affiliato, le Unità di Difesa Locale (LDUs) affinché vengano compiuti sforzi contro i reclutamenti di minori. In realtà all'interno della stessa UPDF sono presenti diversi giovani soldati ri-reclutati dalle LRA. Questo è un esempio delle difficoltà che si incontrano nel far rispettare i diritti umani e nel cercare gruppi attendibili con cui accordarsi e su cui fare affidamento.

La risoluzione dell'Onu mette dunque in luce uno dei fenomeni e delle pratiche più terribili a cui l'umanità ha dato vita legato, ovviamente, alla guerra che, del resto ha sempre portato in grembo le peggiori degenerazioni dell'uomo. Molti bambini giocano nei cortili di casa a fare i soldati, improvvisando una pistola con le dita di una mano, giocando con i soldatini o a campo minato. In un'altra parte del mondo, quella pistola è vera, i colpi sono veri, quei soldati non sono in scala, non c'è gioia e spensieratezza; c'è ansia, terrore. La paura della morte, che dovrebbe essere solo abbozzata e poco comprensibile nella mente di un bambino, può essere la sua ancora di salvezza. Il campo con le mine non è per lui una finzione, le persone saltano in aria; la violenza, l'impotenza, la negazione di ogni valore umano, la vendetta riempono e deformano l'innocenza. La distanza di queste due dimensioni della realtà è così abissale che le parole finiscono per essere fuorvianti.

Nico Guzzi

 

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