Cos'è il commercio equo e solidale ?
Ritenendo che la conoscenza della realtà del Commercio Equo e solidale sia molto importante per docenti e allievi, si propongono qui di seguito alcune informazioni in forma di scheda e, più sotto, si suggeriscono alcune attività concrete che possono essere fatte con gli allievi , soprattutto nel caso la scuola si trovi nelle vicinanze di una bottega solidale…
Per le informazioni, FONTE principale: www.altromercato.it
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Il commercio equo e solidale sembra sia nato verso la fine degli anni 50 in Inghilterra. E’ lì, infatti, che il direttore di Oxfam U.K. decise per la prima volta di vendere nei propri negozi prodotti confezionati da alcuni profughi cinesi. I passi in avanti da allora sono stati molti. Ma probabilmente ci troviamo di fronte ad uno di quei fenomeni che hanno avuto origine in molti parti contemporaneamente, senza che nessuno si rendesse veramente conto di quanto stava succedendo.
Se inizialmente ci si poteva trovare di fronte ad iniziative quasi “estemporanee”, risultato di un accordo tra un singolo gruppo locale (una associazione, una cooperativa, una parrocchia, un gruppo di volontari…) ed un paese oltre oceano…. Adesso il mercato equo e solidale si presenta ai cittadini dei paesi sviluppati come un vero e proprio mercato, ben strutturato, con l e proprie regole, i propri canali di distribuzione e i propri obiettivi.
Il commercio equo e solidale è infatti una nuova forma di collaborazione e sviluppo che mette al centro della propria azione non tanto il raggiungimento di obiettivi esclusivamente economici (la “vendita” di tanti prodotti…) quanto la costruzione di nuovi e duraturi criteri di collaborazione e cooperazione tra gli attori del mercato internazionale.
Nella prima fase l’attività è stata certamente concentrata sulla necessità di agevolare (e rendere competitivo) il trasferimento di merci dai paesi del Sud del mondo a quelli del Nord . Ma molto presto l’obiettivo più importante è diventato quello di favorire, attraverso la commercializzazione di questi prodotti (alimentari ed artigianali) lo sviluppo di gruppi di produttori e di comunità locali consapevoli, direttamente nei luoghi di produzione.
L’obiettivo più importante è quindi quello di contribuire allo sviluppo di aree economiche generalmente marginalizzate, attraverso il sostegno alla loro produzione, al loro modo di organizzarsi, alla formazione.
Per fare questo il commercio equo e solidale si è dato delle regole e viene gestito da molte realtà la maggior parte delle quali è del genere “non profit”, cioè organizzazioni che non ridistribuiscono gli utili tra i propri soci ma li utilizzano per migliorare il servizio o svolgere attività di sviluppo analoghe.
Tra le varie realtà un posto di riguardo è sicuramente occupato da CTM Altromercato che, in Italia, riunisce le Botteghe del mondo (World shops) e, attraverso di esse, le varie organizzazioni che lavorano per la diffusione e la crescita del mercato equo.
Ctm altromercato attualmente raggruppa 118 Botteghe del Mondo con 230 punti vendita in Italia.
Le Botteghe funzionano grazie al lavoro volontario di circa 3000 ragazze e ragazzi, uomini e donne.
Accanto ai volontari si sono creati oltre 200 posti di lavoro (60 persone presso la sede centrale e 150 nelle Botteghe).
Il consorzio Ctm altromercato è in contatto con 150 gruppi di piccoli produttori in Asia, Africa e America latina.gruppi di piccoli produttori organizzati democraticamente. Non regala aiuto, ma costruisce una partnership paritaria, offrendo loro un'opportunità di lavoro, di scambio. Una possibilità di progettare autonomamente il loro futuro. Insieme, confrontandosi. Agendo in un rapporto tra persone, al di là dei meccanismi anonimi e freddi del mercato.
L'attività di Ctm altromercato è non profit: prodotti e informazione.
Le organizzazioni che operano per un commercio equo e solidale sono accreditate a livello mondiale da IFAT, la federazione mondiale del commercio equo e solidale che definisce gli standard che gli operatori di commercio equo accreditati sono vincolati a rispettare. Le linee guida del commercio equo sono:
garantire ai piccoli produttori nel sud del mondo, un accesso diretto e sostenibile al mercato, al fine di favorire il passaggio dalla precarietà ad una situazione di autosufficienza economica e di rispetto dei diritti umani;
rafforzare il ruolo dei produttori e dei lavoratori come primari "stakeholders" (portatori di interesse) nelle organizzazioni in cui operano;
agire ad ampio raggio, anche a livello politico e culturale, per raggiungere una maggiore equità nelle regole e nelle pratiche del commercio internazionale.
I
dati
18 Paesi coinvolti
600 organizzazioni di produttori al Sud del mondo
100 organizzazioni di commercio equo, importatori
2.750 Botteghe del Mondo
1.250 dipendenti
100.000 volontari
500 milioni di euro di fatturato al consumo
10 milioni di euro investiti in campagne di sensibilizzazione
Fonte( http://info.roba.coop sito della cooperativa: roba dell’altro mondo)
Il commercio equo ha scelto di fornire
al consumatore un prezzo particolare, veicolo di informazioni e strumento di
comunicazione: il prezzo trasparente.
Il primo passo avanti verso un’economia etica consiste nel comunicare
l’effettiva composizione del valore d’acquisto di un prodotto, introducendo la
trasparenza come strumento di controllo e consapevolezza. Mediante la
scomposizione del prezzo dei prodotti presenti sugli scaffali delle botteghe, è
possibile sapere immediatamente come vengono utilizzati i soldi dell’acquirente
solidale.
Prendiamo ad esempio il "Borsellino Lahu Triangolo" prodotto in Thailandia da
Thai Tribal Craft il cui prezzo al pubblico è di euro 5,16.
Si troverà il prezzo scomposto in cinque voci con una quota media corrisposta al
produttore, all’importatore e alla bottega compresa tra il 25% e il 30% del
valore.
in dettaglio:
1 Il prezzo equo
è il prezzo concordato con il produttore che comprende il costo delle
materie prime, del lavoro e del trasporto fino all’imbarco.
Per il Borsellino la quota è di euro 1,24.
2 I trasporti
comprende quelli internazionali collegati all’importazione e quelli
nazionali collegati alla distribuzione.
Per il Borsellino la quota è di euro 0,15.
3 La quota per l’importatore
è il margine della cooperativa in Italia che comprende la progettazione, la
gestione logistica e la promozione.
Per il Borsellino la quota è di euro 1,19.
4 La quota per le botteghe
è il margine destinato alle Botteghe del Mondo che sostiene le strutture, il
personale e tutte le iniziative di presenza sensibilizzazione del commercio equo
sul territorio.
Per il Borsellino la quota è di 1,72.
5 Le tasse
si tratta dell’IVA che per i prodotti artigianali di ROBA ammonta al 20%.
Per il Borsellino la quota è di euro 0,86.
Altre fonti:
www.altromercato.it
www.equo.it
www.mondosolidale.it
www.commercioalternativo.it
www.commercioequo.org
www.assobdm.it
www.agices.org
www.equonomia.it
www.oxfam.org
Conoscere il Commercio equo e solidale
attraverso attività da fare con gli allievi
Ritenendo che la conoscenza della realtà del Commercio Equo e solidale sia molto importante per docenti e allievi, propongo qui di seguito alcune attività che potrebbero essere facilmente svolte nel caso la scuola si trovi nelle vicinanze di una bottega solidale…
- Entra in una bottega del mercato equo e solidale, fai un elenco dei principali prodotti che vi sono esposti e poi cerca di capire da quale parte del mondo provengono. Collocali su una mappa del mondo.
- Confronta un prodotto del mercato equo solidale (per esempio una marca di caffè) e confrontalo con uno dello stesso tipo ma venduto in un negozio normale, Trova quali sono le differenze sostanziali, nella confezione, nelle informazioni che vi trovi, nel prezzo ecc…
- Anche nel commercio equo e solidale è importante il profitto. Cerca di scoprire come si forma e quali altre cose succedono quando un prodotto viene venduto in un paese sviluppato. Utilizza per questo le informazioni date nella scheda dedicata al commercio equo e solidale su come si forma un prezzo trasparente. Applica quello schema ad un prodotto “tradizionale” e vedi cosa succede.
- Studia la carta del commercio equo e solidale (scaricabile dal sito www.scuolasolidale.it o reperita direttamente dai siti proponenti) riassumine gli aspetti fondamentali (magari in un tabellone). Cerca in internet la carta (o qualcosa che ci assomigli) di altre realtà economiche tipo… Mc Donald, Coca Cola, Nike ecc… prova a vedere quali sono secondo te le differenze fondamentali tra i due modi di pensare la commercializzazione dei prodotti.
- Simula in classe un mercatino equo e solidale (trova i “produttori”… concorda il prezzo, trasporta il prodotto, commercializzalo…..).
I CRITERI E GLI ATTORI
fonte www.coopi.it
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Il
commercio equo e solidale è una forma nuova di cooperazione allo sviluppo che
introduce criteri di collaborazione e cooperazione nel mercato internazionale.
Nella sua intuizione originaria ha come oggetto il trasferimento di merci dai
paesi del Sud del mondo a quelli del Nord. L'obbiettivo è quello di favorire
attraverso la commercializzazione dei prodotti (alimentari ed artigianali) lo
sviluppo di gruppi di produttori e di comunità locali. Si può affermare quindi
che l'obbiettivo non sia la produzione in se stessa e/o quindi il profitto che
ne deriva, ma la crescita economica e sociale di gruppi organizzati e quindi lo
sviluppo di aree locali, generalmente marginalizzate dal commercio
internazionale.
Le realtà che fanno commercio equo e solidale sono generalmente strutture non
profit, cioè non distribuiscono gli utili dell'attività fra i soci.
Criteri
Dalla carta dei criteri dell'Assemblea del commercio equo italiano:
Chi
sono gli attori
Produttori
Gli interlocutori privilegiati del Commercio Equo e Solidale sono comunità
organizzate secondo principi di democrazia di base che prevedono la
partecipazione collettiva al processo decisionale e che perseguono logiche di
autosviluppo.
In generale si tratta di gruppi di artigiani o contadini organizzati. Possono
essere realtà già attive nei paesi del Sud del Mondo oppure realtà nate sotto la
spinta di un missionario, di una ong, di un programma di sviluppo. Raramente si
tratta di aziende (società di capitali) o di aziende statali. Una tipologia
dettagliata dei produttori con cui, per esempio, lavora il Consorzio
Ctm-Altromercato è la seguente:
a) piccoli nuclei familiari, produttori associati in gruppi
b) cooperative, associazioni riconosciute (generalmente 10-50 soci) - I livello
c) federazioni di comunità, associazioni e cooperative - II livello
d) realtà di servizio ai produttori, a volte promosse da singole persone o da
Ong locali, strutture di marketing
e) piccole imprese vere e proprie (spesso di carattere familiare)
f) società pubbliche e imprese di maggiori dimensioni
g) organizzazioni di lavoro con disabili fondazioni, Ong, enti sociali e/o
religiosi, sindacati
Ctm-Altromercato lavora con 130 produttori. Sommando i contatti diretti delle Botteghe del Mondo e i produttori con cui lavorano le altre Atos italiane, sono più di 200 i gruppi di produttori che esportano in Italia attraverso i canali del commercio equo.