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Educare le popolazioni rurali per combattere la povertà

(Rielaborazione da un documento preparato da una commissione dell’UNESCO nel 2001)

Fonte: www.fao.org

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di Lavinia Gasperini
e Charles Maguire
Servizio di Educazione, Divulgazione Agricola e Comunicazione
FAO Research, Extension and Training Division

Questo contributo é una rielaborazione del paper "Targeting the rural poor: the role of education and training" presentato allo "International Working Group on Education", organizzato a Lisbona dall'Ístituto Internazionalde di Pianificazione dell'Educazione dell'ÚNESCO (IIPE/UNESCO) dal 19 al 21 Novembre 2001. Publicato en "Fede e Denaro". Edizione Com Nuovi Tempi, Roma, 17 febbraio 2002.

Disponibile anche in inglese

Lotta alla povertà e povertà rurale

Al mondo ci sono più di un miliardo e duecento milioni di poveri, un numero equivalente alla popolazione totale della Cina, maggiore della popolazione dell'India e più di quattro volte quella degli Stati Uniti. E' poco risaputo tuttavia che oltre il 70% dei poveri, cioè 840 milioni di persone, vivono nelle zone rurali dei paesi in via di sviluppo. Proprio perché sono poveri costoro sono vittime di un circolo vizioso che gli impedisce di accedere a quei servizi ed a quelle opportunità - educazione, alimentazione, impiego, infrastrutture, comunicazioni - che potrebbero riscattarli dalla povertà. La fame e' insieme causa e conseguenza della povertà. Le statistiche sull'impatto della fame sono spaventose:

·   nel 2000 36 milioni di persone sono morte per fame o per le sue conseguenze immediate e per lo stesso motivo un bambino sotto i dieci anni muore ogni sette secondi1

·   815 milioni di persone sono denutrite, e di esse 777 milioni vivono nei paesi "in via di sviluppo"

·   180 milioni di bambini sotto i dieci anni sono denutriti

Oltre alle vittime degli effetti devastanti della fame ci sono

·   130 milioni di bambini in età' scolare che non frequentano la scuola

·   880 milioni di giovani e adulti analfabeti2

Benché queste statistiche sono globali si può ragionevolmente considerare che la maggior parte dei poveri vivono nelle zone rurali, e sono analfabeti e denutriti.

La grande sfida del nuovo millennio e' la riduzione della povertà. In teoria tutti i paesi e i donatori concordano sull'urgenza di ridurre la povertà e i problemi ad essa connessi come la mancanza di equità sociale, di salute, di educazione, e l'emarginazione di una fascia assai significativa della popolazione mondiale.

Nella comunità internazionale vi e' ormai consenso sul fatto che per combattere la povertà e per perseguire uno sviluppo sostenibile sia necessario un approccio multi-settoriale e multi-discipliare ed una più intensa collaborazione tra molteplici soggetti internazionali e nazionali. Sappiamo che per ridurre la povertà rurale non vi e' una soluzione semplice e univoca, come anche che l'educazione e' un elemento cruciale dello sviluppo e della lotta alla povertà'. In una prospettiva di sviluppo sostenibile la crescita economica non può essere disgiunta dall'equità sociale e perché ciò avvenga le popolazioni rurali, tradizionalmente emarginate, devono avere la possibilità' di accedere pienamente alle opportunità del mercato del lavoro e essere protagonisti dello sviluppo sociale e culturale delle loro comunità e del loro paese. E' anche risaputo che gli agricoltori che dispongono di un'educazione di base hanno una migliore disposizione ad adottare nuove tecnologie, a correre dei rischi, e raggiungono più alti livelli di produttività. Grazie alla loro istruzione possono disporre delle informazioni necessarie per prendere decisioni importanti nei diversi ambiti della vita privata e comunitaria e per essere protagonisti dello sviluppo economico, sociale e culturale del loro paese. Molti abitanti delle zone rurali sono costretti inoltre a cercare lavoro al di fuori delle imprese agricole, nei servizi in ambito rurale o urbano e senza gli strumenti essenziali dello scrivere, leggere e far di conto le possibilità di trovare un lavoro sono assai limitate. Gli imprenditori, inoltre, non sono proni ad investire nelle aree rurali dove non sia disponibile forza lavoro con una formazione elementare.

Perché e' diminuito l'interesse per l'educazione per lo sviluppo rurale?

Tutti sono d'accordo sul fatto che l'educazione e' uno degli strumenti più efficaci nella lotta contro la povertà e per lo sviluppo rurale (basti ricordare il famoso detto divenuto ormai popolare: "Non date un pesce ma insegnate a pescare"). Purtroppo l'educazione e la formazione sono anche uno dei settori d'intervento più trascurati sia dagli investimenti dei governi nazionali che dei paesi donatori. Gli anni settanta sono stati caratterizzati da un notevole interesse per la formazione agricola di tipo tradizionale (formazione professionale e istruzione universitaria) e da importanti investimenti. Nei decenni successivi la situazione e' cambiata per diverse ragioni tra cui il considerare garantiti i risultati della rivoluzione verde che sembrava offrire soluzioni definitive alla produzione alimentare e in particolare di riso e frumento. Il rapido sviluppo dell'urbanizzazione, inoltre, ha portato i "policy makers" a distogliere la loro attenzione dall'educazione in ambiente rurale verso altri temi. Infine la critica ai progetti isolati, che caratterizzavano molti dei progetti tradizionali, ha portato a un maggiore interesse per strategie settoriali sostenibili sul lungo periodo.

Un nuovo approccio allo sviluppo rurale

Negli ultimi anni i paesi in via di sviluppo e la comunità dei donatori nell'affrontare i problemi rurali hanno spostato l'accento dallo sviluppo della produzione agricola allo sviluppo rurale3 inteso come un concetto complesso e articolato. Tutti concordano sul fatto che per ridurre la povertà e perseguire lo sviluppo rurale e' necessario farsi carico dei bisogni di tutta la popolazione che vive in quello che è denominato "spazio rurale" e non solo dei bisogni degli agricoltori. In passato il termine rurale era usato come sinonimo di agricolo. L'agricoltura era il settore più importante in ambiente rurale perché produceva gli alimenti essenziali per la sopravvivenza ed era il maggior settore occupazionale. La produzione agricola tuttavia non era in grado di impiegare il surplus di lavoro prodottosi in ambiente rurale né di determinare quegli investimenti necessari allo sviluppo di servizi sociali quali l'educazione e la sanità e delle altre infrastrutture necessarie allo sviluppo rurale. Il nuovo concetto di sviluppo rurale riconosce che lo "spazio rurale" e' popolato da molti e diversi soggetti. Alcuni continuano a trarre il loro reddito dall'agricoltura, mentre altri sono occupati in un ampio spettro di attività non agricole, come i servizi o i mercati in piccoli villaggi, in città' di media grandezza o in insediamenti peri-urbani. Il concetto di sviluppo rurale non é nuovo4, ma quel che é nuovo questa volta é che comprende un vasto e differenziato insieme dei soggetti, e l'ampio consenso a farlo funzionare.

L'insieme dei soggetti che popolano lo spazio rurale ha bisogno di un tipo di educazione e formazione diversa da quella disponibile nel passato, rivolta prevalentemente agli agricoltori e di carattere prevalentemente agricolo. L'esperienza passata e la ricerca dimostrano che l'educazione di cui la popolazione che vive nello spazio rurale ha bisogno é un educazione generale di base, di qualità, e che affronti gli specifici bisogni educativi dei bambini, dei giovani che hanno abbandonato la scuola e dei poveri che vivono in ambiente rurale, e li raccordi con i più universali bisogni educativi del nostro tempo. Chiamiamo quindi "Educazione per lo Sviluppo Rurale" quest'educazione che risponde a bisogni specifici e locali e li raccorda a bisogni educativi universali.

Cosa vorremmo vedere accadere nel futuro più prossimo per lo sviluppo rurale?

·                                 La comunità dei donatori e i paesi in via di sviluppo impegnati in una sfida senza confine contro la povertà rurale

·                                 Uno sviluppo del capitale umano nello spazio rurale che tenga conto anche delle opportunità lavorative di tipo non agricolo.

·                                 Una maggior offerta d'impiego non agricolo

·                                 Maggiori investimenti nell'educazione e nella sanità, nelle infrastrutture, e nelle comunicazioni, tutti fattori essenziali per uno sviluppo rurale sostenibile

·                                 Sviluppo di capacita' educative di base essenziali per vivere e lavorare in dignità, sia per coloro che scelgono di restare in ambiente rurale che per coloro che decidono di emigrare in ambiente urbano

·                                 Una gestione delle risorse naturali e un'agricoltura sostenibili

La nostra proposta per l'educazione per lo sviluppo rurale

L'universalizzazione di un'educazione di base di qualità é un fattore decisivo dello sviluppo rurale e per conseguirla bisogna:

1.                                Assicurare che l'educazione per lo sviluppo rurale sia al centro delle politiche nazionali e internazionali di sviluppo e che miri innanzi tutto al soddisfacimento dei bisogni educativi di base della popolazione rurale raccordandosi ai piani d'azione nazionali di "Educazione per Tutti" . L'educazione é il prerequisito per assicurare la sicurezza alimentare, ridurre la povertà e preservare le risorse naturali. Tuttavia, le opportunità educative non sono distribuite equamente. L'accesso all'educazione é assai più' difficile per i bambini, i giovani e gli adulti rurali rispetto a quelli urbani - nei paesi in via di sviluppo la scolarizzazione in ambiente rurale e' spesso un terzo di quella urbana - e il divario tra alfabetizzazione rurale ed urbana non tende a diminuire. Anche la qualità dell'educazione in ambiente rurale é più basso: i programmi scolastici e i libri di testo utilizzati nelle scuole elementari e secondarie rurali riflettono una cultura urbana, non tengono conto degli specifici bisogni delle popolazioni rurali, e raramente insegnano conoscenze e capacità rilevanti per lo sviluppo rurale. I programmi delle scuole professionali in ambiente rurale sono obsoleti e rivolti quasi esclusivamente alla produzione agricola e trascurano l'insegnamento di altre conoscenze e capacità pur necessarie per lavorare in attività non agricole presenti e in espansione nello spazio rurale. Per questo é necessario che i governi dei paesi in via di sviluppo e di quelli dei paesi donatori investano con priorità per

·                                                         espandere l'accesso all'educazione e aumentare la frequenza e la permanenza scolastica nelle zone rurali sostenendo per esempio iniziative che attraggono e mantengono i bambini a scuola come i programmi di alimentazione scolastica e gli orti scolastici che riforniscono le mense scolastiche ne arricchiscono la dieta; iniziative che permettono di raggiungere gli studenti nelle zone remote come l'educazione a distanza; iniziative rivolte all'educazione delle bambine e delle donne generalmente discriminate nelle famiglie e nella società;

·                                                         migliorare la qualità dell'educazione per renderla rispondente ai bisogni e agli interessi della popolazione rurale sostenendo, per esempio, la riforma dei programmi di insegnamento con la partecipazione di rappresentanti delle comunità rurali, prevedendo incentivi agli insegnanti impiegati nelle zone rurali e migliorandone la formazione; sviluppando programmi di educazione ambientale, di educazione alla nutrizione e di prevenzione dello HIV/AIDS.

 

2.                                Rafforzare la capacità delle istituzioni educative e agricole di pianificare e gestire l'educazione per lo sviluppo rurale e promuovere la collaborazione, attualmente piuttosto scarsa, tra Ministero dell'Educazione, dell'Agricoltura, della Sanità, della Pianificazione, e del Lavoro, e tra istituzioni pubbliche e organizzazioni private, mezzi di comunicazione di massa e società civile. Consolidare, allo stesso modo, la collaborazione tra agenzie internazionali specializzate nello sviluppo rurale come la FAO, l'IFAD, lo WFP o la Divisione per lo sviluppo rurale della Banca Mondiale, con agenzie specializzate nell'educazione come l'UNESCO, l'ILO o l'UNICEF.

3.                                Occuparsi sistematicamente dell'educazione per lo sviluppo rurale e superare l'approccio per progetti isolati. L'educazione di base (scuola d'infanzia, elementare e ciclo secondario di base, alfabetizzazione e educazione degli adulti), e quella secondaria, professionale e universitaria vanno considerate in modo unitario per il diverso apporto con cui ciascuna contribuisce allo sviluppo rurale e le reciproche interazioni vanno migliorate.

4.                                Aggiornare le tradizionali istituzioni di formazione agricola alle esigenze dei tempi e di un settore rurale che cambia e assicurarne l'interazione con le altre parti del sistema educativo. In molti paesi la tradizionale educazione agricola non risponde ai bisogni del settore agricolo e dell'ambiente rurale e produce giovani disoccupati. Gli studenti che frequentano queste scuole hanno bisogno di conoscenze e capacità più diversificate e complesse di quelle relative alla produzione agricola e maggiormente rispondenti alla richiesta del mercato del lavoro. Dovranno anche imparare a lavorare con controparti non tradizionali come il settore privato, le ONG, le amministrazioni locali e la società civile e a considerare lo spazio rurale come un ambiente dinamico che può perseguire uno sviluppo sostenibile solo tramite alleanze e soluzioni non tradizionali.

5.                                Coinvolgere nuovi soggetti nel promuovere approcci innovativi all'educazione in ambiente rurale. L'educazione per lo sviluppo rurale può avere un impatto efficace solo se coinvolge nuovi soggetti, quali le popolazioni direttamente interessate attraverso i suoi rappresentanti, i sindacati, gli imprenditori, le ONG, nella programmazione e nella gestione educativa, per esempio, nella preparazione dei programmi didattici, nella valutazione, nella gestione e nel controllo delle finanze della scuola.

Se non si affronta con decisione il problema della povertà rurale e dell'educazione di massa nelle zone rurali ci si può aspettare:

·                                 L'incremento dello sfruttamento incontrollato delle risorse naturali, aggravato anche dalla ricerca da parte dei poveri di terreni fertili coltivabili nelle foreste o in altre aree protette

·                                 Il progressivo deterioramento dei suoli, l'aumento dell'erosione e il deterioramento della falda freatica

·                                 La diminuzione della produttività del lavoro dei contadini poveri

·                                 L'aumento dell'emigrazione dalle campagne verso le città con conseguente aggravamento della povertà urbana e dei relativi problemi sociali

·                                 L'aggravamento della povertà rurale

·                                 L'incremento della fame e della denutrizione

·                                 Instabilità sociale

·                                 Il rallentamento del processo di sviluppo rurale

Cosa possiamo fare?

La FAO é impegnata nel promuovere e riattivare l'educazione per lo sviluppo rurale tramite la ricerca di strategie innovative e programmi a sostegno di paesi membri che vogliano migliorare ed espandere l'educazione per le popolazioni rurali.

Insieme ai paesi membri, alla comunità dei donatori, della agenzie internazionali, alle ONG e alla società civile possiamo contribuire a cambiare una situazione di mancanza di equità educativa che contribuisce ad accentuare la povertà e la mancanza di sicurezza, e deve essere affrontata con urgenza.

Possiamo, insieme, promuovere l'educazione per lo sviluppo rurale, tra l'altro,

·                                 sviluppando un approccio comune che riconosca l'educazione quale aspetto cruciale delle strategie di sviluppo rurale, lotta alla povertà, di educazione per tutti e di riforma dei sistemi educativi.

·                                 incoraggiando la collaborazione tra ministeri dell'Educazione, dell'Agricoltura, e altri ministeri ed altri partner cruciali per lo sviluppo rurale quali il settore privato, le ONG, e la società civile

·                                 sostenendo quei paesi che vogliono intraprendere una riforma del loro sistema educativo per meglio rispondere ai bisogni delle popolazioni rurali.

Perché ora, e, se non ora, quando?

Il momento é propizio per promuovere l'educazione per lo sviluppo rurale perché

·                                 I paesi fortemente indebitati (Highly Indebted Poor Countries, HIPC) stanno sviluppando delle Strategie di Riduzione della Povertà (Poverty Reduction Strategies, PRS) che prevedono il coinvolgimento di tutti i soggetti interessati nei rispettivi paesi, compresi i rappresentanti delle amministrazioni decentralizzate e delle popolazioni rurali. Queste strategie dovrebbero permettere di superare antichi steccati tra settore pubblico e privato e tra diversi ministeri, e facilitare la collaborazione tra ministeri dell'Educazione e dell'Agricoltura. I PRS saranno finanziati, tra l'altro, da agenzie come la Banca Mondiale, sotto forma di Crediti per Strategie di Riduzione della Povertà e forniranno un contesto propizio per promuovere l'educazione per lo sviluppo rurale come un aspetto cruciale della lotta alla povertà.

·                                 Il "Millennium Summit" (New York, settembre 2000), il Vertice dei Capi di Stato riunitosi per definire le priorità per lo sviluppo per gli anni a venire, ha indicato chiaramente l'educazione e la sicurezza alimentare come due degli aspetti cruciali su cui investire per ridurre la povertà

·                                 Il G8 ha avviato due gruppi di lavoro per definire strategie per accelerare la lotta alla povertà: uno sull'agricoltura e lo sviluppo rurale e l'altro sull'educazione.

·                                 La tendenza globale verso la decentralizzazione permette di portare le decisioni sullo sviluppo e i finanziamenti più vicini alle zone rurali. Sebbene la presa di coscienza dell'importanza dell'educazione per lo sviluppo rurale inizierà probabilmente a livello centrale, nei ministeri dell'Educazione e dell'Agricoltura, la possibilità di promuoverla risiederà in gran parte nelle istituzioni locali.

·                                 La paura che la globalizzazione penalizzi i paesi in via di sviluppo nei mercati mondiali ed emargini ulteriormente i piccoli contadini dovrebbe indurre i governi a prendere iniziative, tra cui una migliore educazione, per migliorare la competitività in termini di qualità dei prodotti e strategie di commercializzazione.

Un commento per concludere

Abbiamo iniziato con una rapida rassegna delle sfide che affrontano coloro che sono impegnati nell'educazione nei paesi in via di sviluppo. L'analisi del rapporto tra soddisfacimento dei bisogni educativi, lotta alla povertà e sviluppo rurale indica l'esistenza di un problema serio, spesso disconosciuto e da affrontare con urgenza. Speriamo che la comunità internazionale impegnata a sostenere la lotta alla povertà e lo sviluppo metta a fuoco questo problema e s'impegni con determinazione a supporto dei governi nazionali che intendono affrontarlo e superarlo per migliorare la vita di milioni di bambini, giovani e adulti, uomini e donne, che vivono nelle zone rurali. Sappiamo che non é un cammino facile, che richiederà investimenti consistenti e impegno persistente, e che questo é un momento da non perdere, perché i fattori propizi sono molti di più che non in passato.

Note

1non e' una question di mancanza di cibo, come dimostra Jean Ziegler, in Schizophrénie des Nations Unies: UNE LUTTE SANS MOYEN CONTRE LA FAIM, in le Monde Diplomatique, November 2001, page 4, e anche nella sua intervista a UN Daily Highlights, 6.11.2001 "UN human rights expert calls for global coalition against hunger". (Jean Ziegler é Special Rapporteur della Commissione delle Nazioni Unite sui diritti Umani per il diritto al cibo)
2Education for all 2000 Assessment: Statistical Document, World Education Forum, Dakar, Senegal, 26-28 April 2000.
3Per esempio, la strategia di sviluppo rurale della Banca Mondiale, presentata nel documento "From Vision to Action"(1997) indica che lo Sviluppo Rurale comprende tutte le attivita' fuori dell'area urbana, relative allo sviluppo. Il documento indica che in futuro la Banca adotterà un approccio olistico, complesso, e opposto al precedente approccio limitato esclusivamente all'agricoltura.
4Si veda per esempio "The World Conference on Agrarian Reform and Rural Development", FAO, Roma 12-20 Luglio 1979, in FAO, UNESCO, ILO, Training For Agriculture and Rural Development, Rome, 1980, pag. 123-124
5Approvati dall Conferenza Mondiale di Educazione per Tutti a Jomtien (Thailandia) nel Marzo del 1990 e riconfermati e aggiornati dal Forum di Dakar nel 2000.

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