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IISS Des Ambrois - Oulx

Sete di Giustizia

IISS Des Ambrois - Oulx

Un'iniziativa dell'Istituto Des Ambrois di Oulx (To)

Notizie tratte dal sito della scuola. Per unirti all'iniziativa o saperne di più visita direttamente il sito (vedi in fondo a questa pagina)

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Microazione 1 - in NIGER

Una carretta per andare a Scuola...

In Niger, il tasso di scolarità è del 30%, il più debole al mondo, mentre la popolazione al di sotto dei 15 anni rappresenta il 60% del totale.

Nella regione di Zinder, ci sono attualmente 3726 classi, più della metà delle quali sono in realtà piccole paillottes (capanne) che devono essere ricostruite ogni anno.

Mancano banchi, sedie, armadi e lavagne, gli insegnanti sono sottopagati e molti giovani, all’inizio motivati, dopo alcuni mesi di lavoro in condizioni frustranti, in villaggi sperduti, raggiungibili solo a piedi e su carrette trainate da animali, con mesi di salario arretrato, finiscono per abbandonare.

Il ministero dell’istruzione ammette di aver solo una banco ogni 5 allievi frequentanti, per cui è normale trovare classi in cui i bambini sono seduti per terra.

Vi sono insegnanti che hanno fino a 130 allievi nella stessa classe!

Vi segnaliamo la situazione del villaggio di Mandara, che non è la più estrema, ma ci pare già significativa. I problemi di questo villaggio ci sono stati segnalati da uno dei 2 insegnanti della scuola, di cui vi mostriamo la foto.

La Scuola del villaggio di Mandara...

Come potete vedere, si tratta di una scuola primaria in un edificio in muratura (che si sta disgregando, poiché ha fondamenta sulla sabbia) cui è stata affiancata una paillotte, per dividere gli allievi in due gruppi (1,2 e 3 classe dentro, 4, 5 e 6 fuori). I bambini hanno anche piantato alcuni arbusti, proteggendoli con rami spinosi dall’assalto delle capre affamate.

Quest’anno i bambini di Mandara che dovrebbero frequentare la scuola (a partire dai 7 anni) sono 62, ma in realtà l’insegnante si è accorto che non sono mai più di 20.

Il grande problema di questo villaggio, è che non c’è più acqua a disposizione da alcuni anni, per cui sono proprio i bambini tra i 6 e i 12-13 anni che devono andare tutti i giorni a cercarla in villaggi vicini. Partono a piccoli gruppi il mattino presto e rientrano tra le 12.00 e le 14.00. Alcuni fanno due giri poiché la famiglia è molto numerosa e c’è bisogno di acqua per cucinare, per bere, per lavarsi e lavare i panni…insomma, queste famiglie non hanno scelta ma purtroppo sono i bambini ad essere privati del loro diritto all’istruzione.

Si tratta di un villaggio fortunato per il fatto di avere una scuola e 2 insegnati motivati, cosa non affatto scontata in Niger, ma questo problema del trasporto dell’acqua fa loro perdere un’opportunità. Durante le visite e gli incontri con le famiglie, è emerso che fino a 10 anni fa vi era acqua per tutti in un pozzo a poche centinaia di metri dal villaggio, mentre a circa 1 km si formava ogni anno, dopo la stagione delle piogge, una palude che serviva per lavarsi ed abbeverare gli animali (capre, pecore e zebù). I cambiamenti climatici ed il processo di desertificazione hanno cambiato la situazione, rendendo ulteriormente precaria la situazione della popolazione.

Attualmente i bambini si recano a Garin Mata (6km), Midick (4 km) o Kanya Malam (4,5 km) per riempire i loro contenitori e portarseli sulla testa fino a casa. Per ora, questo è il loro destino e la loro occupazione principale!

Gli anziani hanno consultato in questi ultimi anni vari puisatiers (scavatori di pozzi) che fornivano indicazioni sempre diverse sul sito in cui provare a scavare per trovare l’acqua vicino.Accanto al vecchio pozzo, pare non vi fossero speranze e così quest’anno hanno iniziato a scavare a nord del villaggio, non lontano da enormi massi in granito affioranti dalla sabbia, che nel corso dei secoli hanno assunto una forma tondeggiante. A 7 metri di profondità, hanno trovato uno strato di roccia, impossibile da perforare, per cui hanno interrotto il lavoro. Ci hanno chiesto consigli su come fare, se provare a scavare più in là o cambiare zona…non abbiamo potuto aiutarli. I tecnici statali ci dicono che ci vorrebbe un forage (trivellazione) che consenta di arrivare alla falda sottostante, che c’è ma ci è notevolmente abbassata nel corso degli anni. Lo Stato nigerino non ha soldi per questo, solo i progetti delle Ong e di associazioni umanitarie occidentali finanziano ogni tanto questo tipo di interventi.

Il problema è che questo tipo di intervento costa molto poiché richiede competenze e macchinari specifici; inoltre il costo finale è in funzione della profondità cui si trova l’acqua.

Questa è la situazione di Mandara…vorremmo fare in modo che i bambini potessero permettersi di andare a scuola regolarmente, anche per aver un futuro diverso da quello di un “porteur d’eau”.

In attesa di poter avere un nuovo punto d’acqua (tempo per accedere a finanziamenti, tempi per il progetto lo scavo ecc ) riteniamo come problema risolvibile immediatamente chiedervi un piccolo contributo per l’acquisto di 5 carrette con bue e 10 fusti da 200 litri, in modo che non più di 10 bambini (a turno) svolgano questa attività, mentre gli altri 30 possano andare a scuola.

 

i costi

Costruire un pozzo in Niger, uno dei paesi più assetati dell'Africa sub sahariana, dove il problema più grave è la desertificazione e la prima esigenza per la sicurezza alimentare è l'acqua, costa circa 1.500 euro. La rete dei Comuni Solidali, denominata "Comuni della Terra per il mondo" si è recentemente attivata per la realizzazione di 50 pozzi in favore di 50 villaggi nei cantoni di Gouchi e Mallawa nella regione di Zinder. Il Des Ambrois vuole provare a diventare "scuola solidale", facendosi carico quest'anno della realizzazione, attraverso un finanziamento anche modesto, di un pozzo. Il "finanziamento" però non va inteso come opera buona di elemosina, né il denaro va prelevato dai fondi dell'Istituto (…posto -per assurdo- che tali fondi esistessero…). Occorre perciò partire un po' più da lontano, interrogandosi sulle "cifre" di questo nostro mondo, provando a confrontare numeri e dati, partendo proprio dall'acqua: quanta se ne ha a disposizione in Italia, quanta se ne spreca, quanta ne ha a disposizione chi vive -per esempio- nel cantone di Gouchi…. Solo quando questi dati saranno stati studiati, confrontati e commentati, sarà possibile fare un passo oltre ed arrivare a rinunciare a qualcosa di superfluo, da destinare alla "restituzione" almeno di una piccola parte di quella ricchezza che casualmente ci siamo trovati addosso e che, di fatto, non ci appartiene. A fine anno raccoglieremo quanto studenti e insegnanti saranno riusciti a "restituire" e a realizzare attraverso varie iniziative (mostre, concerti, feste della solidarietà…) e lo destineremo concretamente a qualcuno che abbia davvero bisogno di un pozzo (tanto per mantenere il valore simbolico e al tempo stesso la concretezza dell'acqua). E magari uno dei prossimi scambi culturali del Des Ambrois lo si farà in Africa, per andare a vedere il pozzo. Magari in quel villaggio ci sarà anche una scuola, con la quale imbastire lavori a distanza e a scambi tra studenti. Ma dopo. Prima occorre che gli studenti e gli insegnanti "di qui" abbiano sperimentato un po' di "sete di giustizia" e quelli "di là", la sete se la siano tolta per davvero.

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vai al sito della scuola: http://www.desambrois.it/desaweb/desaweb.htm